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Regolamento
concernente adeguamento dei compensi spettanti ai curatori fallimentari
e determinazione dei compensi nelle procedure di concordato preventivo
e di amministrazione controllata.
Decreto ministeriale 28 luglio 1992,
n. 570 (in Gazz. Uff., 6 marzo 1993, n. 54).
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
- Il compenso al curatore di fallimento è
liquidato dal tribunale a norma dell'art. 39 del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, tenendo conto dell'opera prestata, dei risultati ottenuti,
dell'importanza del fallimento, nonché della sollecitudine con
cui sono state condotte le relative operazioni, e deve consistere in
una percentuale sull'ammontare dell'attivo realizzato non superiore
alle misure seguenti:
a) dal 12% al 14% quando l'attivo non superi
i 20 milioni di lire;
b) dal 10% al 12% sulle somme eccedenti i
20 milioni fino a 30 milioni di lire;
c) dall'8,50% al 9,50% sulle somme eccedenti
i 30 milioni fino a 50 milioni di lire;
d) dal 7% all'8% sulle somme eccedenti i
50 milioni fino a 100 milioni di lire;
e) dal 5,5% al 6,5% sulle somme eccedenti
i 100 milioni fino a 500 milioni di lire;
f) dal 4% al 5% sulle somme eccedenti i 500
milioni fino a 1.000 milioni di lire;
g) sino all'1,80% sulle somme eccedenti i
1.000 milioni fino a 3.000 milioni di lire;
h) sino allo 0,90% sulle somme che superano
i 3.000 milioni di lire.
- Al curatore è inoltre corrisposto, sull'ammontare
del passivo del fallimento, un compenso supplementare dallo 0,15% allo
0,75% sui primi 100 milioni e dallo 0,05% allo 0,37% sulle somme eccedenti
tale cifra.
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Qualora il curatore cessi dalle funzioni prima
della chiusura delle operazioni di fallimento, il compenso è
liquidato con i criteri indicati nell'art. 1, tenuto conto dell'opera
prestata.
- Nel caso che il fallimento si chiuda con concordato,
il compenso dovuto al curatore è liquidato in proporzione dell'opera
prestata, in modo però da non eccedere in nessun caso le percentuali
sull'ammontare dell'attivo, previste dall'art. 1, comma 1, calcolate
sull'ammontare complessivo di quanto col concordato viene attribuito
ai creditori. Al curatore è inoltre corrisposto il compenso supplementare
di cui all'art. 1, comma 2.
- Qualora sia autorizzata la continuazione dell'attività
economica dell'impresa fallita al curatore è corrisposto, oltre
ai compensi di cui agli articoli 1 e 2, un ulteriore compenso dello
0,25% sull'ammontare dei ricavi lordi e dello 0, 50% sugli utili netti
conseguiti durante l'esercizio provvisorio.
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Il compenso liquidato a termini degli articoli
1, 2 e 3 non può essere inferiore, nel suo complesso, a un
milione di lire, salvo il caso previsto dall'art. 2, comma 1.
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Al curatore spetta, inoltre, un rimborso forfettario
delle spese generali in ragione del 5% sull'importo del compenso liquidato
ai sensi degli articoli 1, 2, 3 e 4, nonché il rimborso delle
spese vive effettivamente sostenute ed autorizzate dal giudice delegato,
documentalmente provate, escluso qualsiasi altro compenso od indennità.
Nel caso di trasferimento fuori dalla residenza spetta il trattamento
economico di missione previsto per gli impiegati civili dello Stato
con qualifica di primo dirigente.
- Nelle procedure di concordato preventivo e di
amministrazione controllata spettano al commissario giudiziale i compensi,
determinati con le percentuali di cui all'art. 1, sull'ammontare dell'attivo
e del passivo risultanti dall'inventario redatto ai sensi degli articoli
172 e 188 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, anche nei casi di
gestione previsti dall'art. 191 del citato regio decreto n. 267/1942.
In tali ultimi casi, allo stesso commissario spettano i compensi aggiuntivi
di cui all'art. 3 del presente decreto.
- Al commissario giudiziale spettano i compensi
anche per l'opera prestata successivamente all'omologazione del concordato
preventivo, determinati secondo quanto previsto al comma 1 ovvero con
le percentuali di cui all'art. 1 sull'attivo della liquidazione, nei
casi di cessione dei beni previsti dall'art. 182 del regio decreto n.
267/1942.
- Al commissario giudiziale competono, inoltre,
i rimborsi e il trattamento previsti all'art. 4, comma 2.
- Qualora il commissario cessi dalle funzioni prima
della chiusura delle operazioni, il compenso è liquidato, secondo
i criteri fissati, tenuto conto dell'opera prestata.
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Nel corso della procedura possono essere disposti
acconti sul compenso tenendo conto dei risultati ottenuti e dell'attività
prestata.
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Il presente decreto entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sostituisce i decreti del Ministro di
grazia e giustizia 30 novembre 1930, 1º gennaio 1945, 4 giugno
1949, 16 luglio 1965, 27 novembre 1976 e 17 aprile 1987.
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